La paura di non avere abbastanza tempo

Provate ad immaginare una vita in cui il tempo non venga segnato.

Probabilmente non ci riuscirete. Conoscete il mese, l’anno, il giorno della settimana. C’è un orologio sulla parete o sul cruscotto della vostra macchina. Avete un’agenda, un calendario, un orario per cenare o per guardare un film.

Eppure, intorno a voi, la vita non si cura del tempo che scorre. Gli uccelli non sanno che significhi fare tardi. Un cane non controlla l’orologio. I cervi non si preoccupano del passare degli anni.

Solo l’uomo misura il tempo, e ascolta i rintocchi sull’orologio.

E, a causa di questo, l’uomo è paralizzato da una paura che nessun’altra creatura deve sopportare.

La paura di non avere abbastanza tempo.

Mitch Albom, L’uomo che voleva fermare il tempo

Immaginate una bussola

WhoYouAre

Mi capita spesso di conoscere persone che sembrano sicure di sé, delle scelte che hanno fatto.

Io invece mi sento sempre confusa, disorientata, fragile, o timida, o mai completamente a mio agio, come se mi mancasse un tassello …

Ho scelto l’uomo giusto?

Forse avrei dovuto aspettare ad avere un figlio …

Magari sarebbe stato meglio non acquistare questa casa…

E se avessi deciso di accettare quel lavoro?

Questo dubbioso ragionamento nasce da un mio costante stato di ansiosa frustrazione.

Sono confusa e assolutamente disorientata. Forse, come ho scritto in un altro post è inutile guardarsi indietro, perché migliaia di altre vite sarebbero potute essere meravigliose SE  …

Immaginate una bussola il cui ago abbia perduto il nord

e ora rotei su se stesso impazzito

Non mi interessa la posizione sociale raggiunta, il successo ottenuto o la ricchezza (non)accumulata, ma la felicità delle piccole cose e, purtroppo, mi sembra di non riuscire a raggiungerla nemmeno ora che ho un lavoro stabile, un compagno, una casa, una figlio sano…

perché?

Forse il motivo sta nel fatto che la serenità deve provenire da dentro di sé, per essere positiva e duratura.

E cosa è la serenità? Per come la vedo io è quella sensazione di pace interiore, è la pace del cuore, è arrivare alla fine d’ogni giornata ed essere felici di sapere che domani sarà esattamente come oggi, è il non dover riempirsi la vita con il solo fine di tenere sotto controllo frustrazioni, insicurezze o paure, è entrare in contatto con se stessi e con le proprie guerre interiori, è l’autostima che nasce da un confronto fra sé e il mondo circostante.

Un traguardo desiderato, astratto e lontano. Non credo che esista al mondo qualcosa di più difficile e complicato da raggiungere.

La serenità non si acquisisce da un momento all’altro o facendo qualcosa di diverso, ma è una realtà interiore in divenire che cresce, ogni giorno che si conquista, con le scelte che si operano nella vita quotidiana.

La serenità è una migliore coscienza e conoscenza di se stessi e del mondo che ci circonda.

Perché allora non provare? Perché non provare ad esplorare veramente chi siamo? Perché non provare a chiedersi: “Qual è la mia essenza? Qual è il mio talento? Che cosa mi rende unica ed originale?”

Chissà quanto tempo mi occorrerà?

Voi avete capito che volevate fare nella vita? Come avete fatto?
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Un po’ latitante da qui

Non è che mi sia dimenticata del blog o che non gli voglia più bene o che abbia deciso che basta. Il blog, in un certo senso, è un’altra creatura che richiede impegno, attenzioni e costanza e io ho bisogno, molto bisogno, di stare un po’ da sola, senza doveri, senza obblighi, senza accudire nessuno.

 

Sto cominciando a capire che la vita non è sempre in bianco e nero: può essere buona e cattiva, perfetta e imperfetta, felice e triste, tutto allo stesso tempo. Incomincio a capire che molti di noi, semplicemente, stanno cercando a tentoni la propria strada. Tutti noi abbiamo alti e bassi, momenti in cui ci sentiamo fiduciosi e momenti in cui ci sentiamo falliti, relazioni difficili e segreti di cui proviamo vergogna. Nessuno possiede un manuale d’istruzioni per la vita che insegni come ci si deve sentire, chi amare, o cosa fare in seguito.

Sto cercando di vivere giorno per giorno.

(E.Woolf, Alla fine di un lungo inverno)

Non dimenticarti questo consiglio

Stamattina in bagno, mentre ci preparavamo per andare al lavoro e a scuola, L. si è messo a cantare …

Butta via i pensieri, tutti i dispiaceri
e sorridi al mondo intero …

Ecco, sarà che L. era sicuramente più contento di tornare a scuola dopo le vacanze di quanto non lo fossi io di rientrare dalle ferie, ma … averlo accanto è gioia pura ! e questa spensieratezza, questo guardare il mondo con meraviglia, questo svegliarsi cantando, spesso noi adulti lo dimentichiamo presi dalle mille incombenze quotidiane.

E così il mio piccolo grande uomo mi prende per mano e mi accompagna in questo percorso verso la felicità.

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