Chi non lo è stata alzi la mano così le facciamo un applauso.

A volte penso che mi sono fregata con le mie mani dimostrando quanto sappia essere efficiente ed energica, alla fine per forza si approfittano di me. Nei giorni in cui mi sveglio e non sono in vena, mio marito mi sembra un cannibale. Si nutre della mia vitalità, come un vampiro. Ogni tanto, quando solo da sola, abbasso la guardia e crollo esausta. Ho iniettato così tanto entusiasmo negli altri – Vicente, le bambine – che non me ne rimane più neanche una goccia.

[…]

Mi dissi: non  sarò più il bidone della spazzatura di mio marito. Un altro essere umano, siccome vive con te, siccome ha stipulato con te un contratto che si chiama matrimonio, pensa di poterti rovesciare addosso tutti i suoi rifiuti: rabbie, errori, frustrazioni, paure, insicurezze. Questa non è una battuta mia, l’ho letta in un romanzo. La protagonista si autodefiniva “la pattumiera di suo marito” – a proposito, l’ha scritto una donna- e quindi aprii gli occhi: ecco cosa siamo, o siamo state quasi tutte. Chi non lo è stata alzi la mano così le facciamo un applauso.

Marcela Serrano, Dieci Donne

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