25 Novembre

filo rosso

Perciò mi sento responsabile.

Non è solo crescere un maschio, è crescere un uomo… perché -sarà banale- maschio lo è nato. Uomo (con la Maiuscola) vorrei che lo diventasse …

25 Novembre. Oggi è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne istituita dall’Onu nel 1999. Ovunque riflettori puntati sulla Violenza contro le Donne. Va bene, anzi , combattiamo e denunciamo le violenze 365 giorni l’anno, ma non “solo” noi donne.

Post di associazioni, post sulle bacheche delle donne, flash mob organizzati da donne e … per le donne.

No. Non è così per me. Perché la violenza è violenza. in tutte le sue forme.

Vorrei che ci fossero uomini, padri, mariti, compagni … a protestare.

Perché se è vero, come è vero, che il 70% delle donne è stata vittima di violenza, una di queste potrebbe essere la sorella, la mamma, o la figlia di uno di loro.

Vorrei che gli uomini non assistessero alla protesta delle “donne contro”. Vorrei che il mio compagno si schierasse contro – al mio fianco “con le donne” per rendere questo mondo un posto migliore. Partendo dal suo essere un marito migliore, un padre migliore … perché la normalità è quello che un figlio assorbe nella quotidianità, il rispetto, in ogni sua forma, sarà l’atteggiamento più normale del mondo, se  l’esempio che avrà vissuto in casa sarà stato positivo.

https://parolechenonhodetto.wordpress.com/2012/07/20/i-bambini-vedono-i-bambini-imparano/

L’amore ha dei livelli

On Air

Le cose cambiano, cambiano loro per me Poi si trasformano, rapide più dei perché

Cos’è cambiato? Cosa faceva di quella normalità annoiata un’arma così pericolosa? Ti sposi pensando che non svanirà mai quell’intesa, quei giochetti, quello splendido modo di stare al mondo e nel mondo in due. Te lo dici, te lo riprometti, sai che è vero e che niente e nessuno potrà fare di voi quello che succede agli altri. Succede a tutti, ma non accadrà mai a noi. […] Noi saremo sempre noi a venti, trenta o settant’anni, invece…

Non invitarmi al tuo matrimonio, Matteo Pelli Ed Tea

… Non ne posso più

… Ho fatto un sacco di sacrifici per stare con te

… Avevo un lavoro che mi piaceva, ho rinunciato

… Mi sono trasferito e qui non ho nessuno vicino

… Ho già fatto abbastanza il burattino per te

… Perché sei viziata

… Vuoi solo uno che faccia quello che dici tu

… Hai sempre fatto tutto quello che hai voluto

… Evidentemente hai dei cattivi consiglieri che ti stanno fomentando

… Vuoi la guerra?

Ma stai attenta che io prima di ammalarmi, faccio ammalare gli altri !

L: Basta papà… è la mia mamma !…

L’amore ha dei livelli entro cui ti devi fermare, altrimenti sconfini nella mancanza di rispetto verso te stessa. (Cit.)

Post Divider-Design A_

Alle Mie Sorelle

Alle Mie Sorelle

In un giorno molto caldo una giovane donna sposata andò in visita a casa di sua madre e, insieme, si sedettero su un sofà a bere the ghiacciato.
Mentre parlavano della vita, del matrimonio, delle responsabilità e degli obblighi dell’età adulta la madre pensosa fece tintinnare i suoi cubetti di ghiaccio nel bicchiere e lanciò un’occhiata serena e intensa alla figlia:
“Non dimenticare le tue Sorelle!” raccomandò, facendo turbinare le sue foglie di the sul fondo di vetro. “Esse saranno sempre più importanti man mano che invecchierai. Non importa quanto amerai tuo marito, né quanto amerai i bambini che potrai avere: avrai sempre bisogno di Sorelle. Ricordati di viaggiare con loro ogni tanto: ricordati di fare delle cose con loro… ricordati che Sorelle significa TUTTE le donne… le tue amiche, le tue figlie, e tutte le altre donne che ti saranno vicine. Tu avrai bisogno di altre donne, le donne ne hanno sempre bisogno.”
“Ma che strano consiglio!” pensò la giovane donna “Non mi sono appena sposata? Non sono appena entrata nel mondo del matrimonio? Adesso sono una donna sposata, per fortuna! Sono adulta! Sicuramente mio marito e la famiglia cui stiamo dando inizio saranno tutto ciò di cui ho bisogno per realizzarmi!”. Ma la giovane donna ascoltò sua madre e mantenne contatti con altre donne ed ebbe sempre più ‘sorelle’ ogni anno che passava.
Un anno dopo l’altro venne gradualmente a capire che sua madre sapeva molto bene di cosa stava parlando:
stava parlando di come, mentre il tempo e la natura operano i loro cambiamenti e i loro misteri sulla vita di una donna, le sorelle sono il suo sostegno. Dopo più di cinquanta anni vissuti in questo mondo, questo è tutto ciò che ha imparato.

È tutto qui: Il tempo passa. La vita avviene. Le distanze separano. I bambini crescono. I lavori vanno e vengono. L’amore scolorisce o svanisce. Gli uomini non fanno ciò che speriamo. I cuori si spezzano. I genitori muoiono. I colleghi dimenticano i favori. Le carriere finiscono.
Ma le Sorelle sono là! Non importa quanto tempo e quante miglia ci siano fra voi. Un’amica non è mai così lontana da non poter essere raggiunta.
Quando dovrai camminare per quella valle solitaria – e dovrai camminare da sola – le donne della tua vita saranno sull’orlo della valle, incoraggiandoti, pregando per te, tenendo per te, intervenendo a tuo favore ed attendendoti con le braccia aperte all’estremità della valle.
A volte, infrangeranno persino le regole e cammineranno al tuo fianco. O entreranno e ti strapperanno da lì. Amiche, figlie, nuore, sorelle, cognate, madri, nonne, zie, nipoti, cugine e famiglia estesa, tutte benedicono la tua vita! Il mondo non sarebbe lo stesso senza donne.
Quando abbiamo cominciato questa avventura chiamata femminilità non avevamo idea delle gioie o dei dispiaceri incredibili che avremmo avuto davanti. Né sapevamo quanto avremmo avuto bisogno le une delle altre. Ogni giorno, ne abbiamo ancora bisogno.

Chi non lo è stata alzi la mano così le facciamo un applauso.

A volte penso che mi sono fregata con le mie mani dimostrando quanto sappia essere efficiente ed energica, alla fine per forza si approfittano di me. Nei giorni in cui mi sveglio e non sono in vena, mio marito mi sembra un cannibale. Si nutre della mia vitalità, come un vampiro. Ogni tanto, quando solo da sola, abbasso la guardia e crollo esausta. Ho iniettato così tanto entusiasmo negli altri – Vicente, le bambine – che non me ne rimane più neanche una goccia.

[…]

Mi dissi: non  sarò più il bidone della spazzatura di mio marito. Un altro essere umano, siccome vive con te, siccome ha stipulato con te un contratto che si chiama matrimonio, pensa di poterti rovesciare addosso tutti i suoi rifiuti: rabbie, errori, frustrazioni, paure, insicurezze. Questa non è una battuta mia, l’ho letta in un romanzo. La protagonista si autodefiniva “la pattumiera di suo marito” – a proposito, l’ha scritto una donna- e quindi aprii gli occhi: ecco cosa siamo, o siamo state quasi tutte. Chi non lo è stata alzi la mano così le facciamo un applauso.

Marcela Serrano, Dieci Donne