Immaginate una bussola

WhoYouAre

Mi capita spesso di conoscere persone che sembrano sicure di sé, delle scelte che hanno fatto.

Io invece mi sento sempre confusa, disorientata, fragile, o timida, o mai completamente a mio agio, come se mi mancasse un tassello …

Ho scelto l’uomo giusto?

Forse avrei dovuto aspettare ad avere un figlio …

Magari sarebbe stato meglio non acquistare questa casa…

E se avessi deciso di accettare quel lavoro?

Questo dubbioso ragionamento nasce da un mio costante stato di ansiosa frustrazione.

Sono confusa e assolutamente disorientata. Forse, come ho scritto in un altro post è inutile guardarsi indietro, perché migliaia di altre vite sarebbero potute essere meravigliose SE  …

Immaginate una bussola il cui ago abbia perduto il nord

e ora rotei su se stesso impazzito

Non mi interessa la posizione sociale raggiunta, il successo ottenuto o la ricchezza (non)accumulata, ma la felicità delle piccole cose e, purtroppo, mi sembra di non riuscire a raggiungerla nemmeno ora che ho un lavoro stabile, un compagno, una casa, una figlio sano…

perché?

Forse il motivo sta nel fatto che la serenità deve provenire da dentro di sé, per essere positiva e duratura.

E cosa è la serenità? Per come la vedo io è quella sensazione di pace interiore, è la pace del cuore, è arrivare alla fine d’ogni giornata ed essere felici di sapere che domani sarà esattamente come oggi, è il non dover riempirsi la vita con il solo fine di tenere sotto controllo frustrazioni, insicurezze o paure, è entrare in contatto con se stessi e con le proprie guerre interiori, è l’autostima che nasce da un confronto fra sé e il mondo circostante.

Un traguardo desiderato, astratto e lontano. Non credo che esista al mondo qualcosa di più difficile e complicato da raggiungere.

La serenità non si acquisisce da un momento all’altro o facendo qualcosa di diverso, ma è una realtà interiore in divenire che cresce, ogni giorno che si conquista, con le scelte che si operano nella vita quotidiana.

La serenità è una migliore coscienza e conoscenza di se stessi e del mondo che ci circonda.

Perché allora non provare? Perché non provare ad esplorare veramente chi siamo? Perché non provare a chiedersi: “Qual è la mia essenza? Qual è il mio talento? Che cosa mi rende unica ed originale?”

Chissà quanto tempo mi occorrerà?

Voi avete capito che volevate fare nella vita? Come avete fatto?
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Un po’ latitante da qui

Non è che mi sia dimenticata del blog o che non gli voglia più bene o che abbia deciso che basta. Il blog, in un certo senso, è un’altra creatura che richiede impegno, attenzioni e costanza e io ho bisogno, molto bisogno, di stare un po’ da sola, senza doveri, senza obblighi, senza accudire nessuno.

 

Sto cominciando a capire che la vita non è sempre in bianco e nero: può essere buona e cattiva, perfetta e imperfetta, felice e triste, tutto allo stesso tempo. Incomincio a capire che molti di noi, semplicemente, stanno cercando a tentoni la propria strada. Tutti noi abbiamo alti e bassi, momenti in cui ci sentiamo fiduciosi e momenti in cui ci sentiamo falliti, relazioni difficili e segreti di cui proviamo vergogna. Nessuno possiede un manuale d’istruzioni per la vita che insegni come ci si deve sentire, chi amare, o cosa fare in seguito.

Sto cercando di vivere giorno per giorno.

(E.Woolf, Alla fine di un lungo inverno)

I.E.N. … Incipiente Esaurimento Nervoso

Choosy no, io proprio non lo sono, però… CheCaz.o! Stavolta proprio non ce la posso fare!!!!!!!!!!!!!!

Premessa: io ho fatto di tutto.

E intendo la hostess ai congressi – quella che passa il microfono ai tizi che devono parlare, ho fatto telemarketing e le interviste di mercato, ho fatto la cameriera, la commessa in un negozio di scarpe …

Una volta qualcuno ha detto che “lavoro come un uomo” ehvabeh… senza entrare nel merito, voglio estrapolarne il significato. Cioè non mi tiro indietro; se c’è da sporcarsi le mani, lavare per terra, spostare centinaia di sedie, alzarsi presto la mattina e andare a dormire altrettanto presto la mattina dopo, lavorare 20 ore no stop… (chi ha fatto l’animatore nei villaggi turistici lo sa…)

Ecco io Choosy proprio non mi ci sento.

Però stamattina, quando il capo per l’ennesima volta mi ha lanciato sul tavolo fogli A4 e non mi ha rivolto nemmeno la parola – che tanto dopo un anno lo so che devo stampare carta da lettera con il logo e imbustare – o quando il tono delle mail che mi arrivano è <stampami i due disegni in A3>, io proprio ho pensato che NO, OGGI SONO ESASPERATA.

Ho lavorato e studiato per anni, sono laureata, conosco tre lingue, non me ne frega un caz.o! NON Voglio stamparti i tuoi fogli in A3 perché ce l’hai anche tu il pulsante stampa sul PC e perché non posso passare la giornata ad assemblare pieghevoli per la prossima fiera !!!

Incipiente Esaurimento Nervoso …. mi viene da piangere…..

E’ Necessario!?!… Beh, Io onestamente provo anche ODIO……

Sottofondo musicale Bluvertigo – Iodio 

Rientro alla routine quotidiana

L. è tornato a casa, dopo la luuuuunga pausa estiva della scuola …L. ha passato le vacanze con il papà, la nonna materna, la mamma V., i nonni paterni, zii e cugini, non tutti insieme come nella fattoria del mulino bianco che mamma V. idealizza, non come sarebbe bello fosse, se avessimo tutti due mesi e mezzo di ferie… L. ha trascorso le vacanze alternativamente con gli uni e con gli altri in un turbinio di  case e viaggi che comunque lo ha divertito moltissimo.

L. è tornato ieri a casa, agitato e felice dopo due mesi “a zonzo” per l’Italia tra mari e monti, ha nell’ordine:

  • preso in braccio – ma nel suo caso sarebbe meglio dire per il collo- la gatta Olivia, che, evidentemente impreparata al ritorno dell’ “umano piccolo”, non ha fatto in tempo a dileguarsi come solitamente avviene
  • verificato che tutti i suoi giochi –tutti, nessuno escluso, nemmeno quelli che non si filava più dall’età dello svezzamento- fossero presenti in casa, vanificando i tentativi di ordine di mamma V. (la quale aspira segretamente ad avere una casa stile catalogo ikea, quel tipo, la coperta buttata un po’ lì… ma tutto studiato…)
  • poi non voleva dormire
  • poi voleva dormire con noi… domandandosi/mi perché i genitori dormono insieme e perché lui invece deve dormire tutto solo in camera sua … sic. (a proposito, si accettano suggerimenti … perché mamma V/Chioccia deve lasciare il suo cucciolo tutto solo in camera sua ?!? …perché?!?!? )
  • poi sosteneva di dover aspettare il rientro di Olivia per salutarla nuovamente
  • poi ha voluto che gli raccontassi della casa di montagna, dei tre porcellini e tante altre storie e che gli cantassi in loop la sua ninna nanna preferita
  • poi sfinito, si è addormentato
  • poi si è svegliato perché voleva l’acqua
  • poi di nuovo la canzone in loop

Dopo circa quattro ora di sonno continuativo, l’ho salutato prima di andare al lavoro e mi ha detto: “tu vai, io rimango qui con il papà che sono ancora stanco”…

Il rientro alla routine quotidiana è difficile per tutti …