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20 novembre, Giornata mondiale dellinfanzia

Pochi avranno la grandezza di piegare la storia, ma ciascuno di noi può lavorare per cambiare una piccola parte degli eventi, e nel totale di tutti gli atti sarà scritta la storia di questa generazione …
La STORIA di QUESTA GENERAZIONE

Few will have the greatness to bend history; but each of us can work to change a small portion of events, and in the total of all those acts will be written the history of this generation … It is from numberless diverse acts of courage and belief that human history is thus shaped. Each time a man stands up for an ideal, or acts to improve the lot of others, or strikes out against injustice, he sends forth a tiny ripple of hope, and crossing each other from a million different centers of energy and daring, those ripples build a current which can sweep down the mightiest walls of oppression and resistance.

We glorify killing on movie and television screens and call it entertainment. Too often we honor swagger and bluster and wielders of force; too often we excuse those who are willing to build their own lives on the shattered dreams of others.
Some look for scapegoats, others look for conspiracies, but this much is clear: violence breeds violence, repression brings retaliation, and only a cleansing of our whole society can remove this sickness from our soul. For there is another kind of violence, slower but just as deadly destructive as the shot or the bomb in the night. This is the violence of institutions; indifference and inaction and slow decay.
When you teach a man to hate and fear his brother, when you teach that he is a lesser man because of his color or his beliefs or the policies he pursues, when you teach that those who differ from you threaten your freedom or your job or your family, then you also learn to confront others not as fellow citizens but as enemies, to be met not with cooperation but with conquest; to be subjugated and mastered.
We learn, at the last, to look at our brothers as aliens, men with whom we share a city, but not a community; men bound to us in common dwelling, but not in common effort.  We learn to share only a common fear, only a common desire to retreat from each other, only a common impulse to meet disagreement with force.  For all this, there are no final answers.  Yet we know what we must do.  It is to achieve true justice among our fellow citizens.  The question is not what programs we should seek to enact.  The question is whether we can find in our own midst and in our own hearts that leadership of humane purpose that will recognize the terrible truths of our existence.  We must admit the vanity of our false distinctions among men and learn to find our own advancement in the search for the advancement of others.  We must admit in ourselves that our own children’s future cannot be built on the misfortunes of others. Surely, we can learn, at least, to look at those around us as fellow men, and surely we can begin to work a little harder to bind up the wounds among us and to become in our own hearts brothers and countrymen once again.
(Cit.)

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I.E.N. … Incipiente Esaurimento Nervoso

Choosy no, io proprio non lo sono, però… CheCaz.o! Stavolta proprio non ce la posso fare!!!!!!!!!!!!!!

Premessa: io ho fatto di tutto.

E intendo la hostess ai congressi – quella che passa il microfono ai tizi che devono parlare, ho fatto telemarketing e le interviste di mercato, ho fatto la cameriera, la commessa in un negozio di scarpe …

Una volta qualcuno ha detto che “lavoro come un uomo” ehvabeh… senza entrare nel merito, voglio estrapolarne il significato. Cioè non mi tiro indietro; se c’è da sporcarsi le mani, lavare per terra, spostare centinaia di sedie, alzarsi presto la mattina e andare a dormire altrettanto presto la mattina dopo, lavorare 20 ore no stop… (chi ha fatto l’animatore nei villaggi turistici lo sa…)

Ecco io Choosy proprio non mi ci sento.

Però stamattina, quando il capo per l’ennesima volta mi ha lanciato sul tavolo fogli A4 e non mi ha rivolto nemmeno la parola – che tanto dopo un anno lo so che devo stampare carta da lettera con il logo e imbustare – o quando il tono delle mail che mi arrivano è <stampami i due disegni in A3>, io proprio ho pensato che NO, OGGI SONO ESASPERATA.

Ho lavorato e studiato per anni, sono laureata, conosco tre lingue, non me ne frega un caz.o! NON Voglio stamparti i tuoi fogli in A3 perché ce l’hai anche tu il pulsante stampa sul PC e perché non posso passare la giornata ad assemblare pieghevoli per la prossima fiera !!!

Incipiente Esaurimento Nervoso …. mi viene da piangere…..

E’ Necessario!?!… Beh, Io onestamente provo anche ODIO……

Sottofondo musicale Bluvertigo – Iodio 

Meditazioni per donne sempre di corsa

Baby Boom

“In tante, troppe, soffriamo di quello che si chiama complesso di Atlante: tutto grava sulle nostre spalle (e noi lo facciamo gravare). Ci sentiamo responsabili del benessere di chi ci circonda, obbligate al dovere infinito.
E però non guadagniamo in autostima per quello che siamo capaci di fare nell’arco di una giornata. A contrario, non riusciamo a sfuggire alla sensazione di essere inadeguate. Rimane sempre qualcosa indietro, non tutte le ciambelle ci riescono con il buco e, se non la riconoscenza, neppure il riconoscimento dei nostri sforzi arriva, tanto sono considerati scontati.
Conseguenza: siamo stressatissime.”

(Anna Talò, Meditazioni per donne sempre di corsa)

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