Un altro lavoro

[…] Ricevetti una telefonata dal direttore […]. disse che voleva offrirmi un lavoro. Ci incontrammo e lui propose di assumermi […]. Sebbene con fatica, risposi di no. Come potevo accettare un lavoro che avrebbe richiesto sessanta ore alla settimana e chissà quante trasferte?
<Mi perdoni se glielo chiedo>, disse lui, <ma non molti rifiuterebbero un posto del genere.Le spiace dirmi il motivo?>
<Ho un altro lavoro> risposi.
<Non lo sapevo. E quale sarebbe?>
<Sto cercando di crescere una bambina>, gli dissi.

 

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Amy Dickinson, Le Regine di Freeville. Ed.Corbaccio

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