Noi non siamo le nostre migliori intenzioni. Siamo quello che facciamo. (cit.)

Mia mamma mi ha prestato un libro. Leggilo – mi ha detto – parla di una madre e una figlia.

Le Regine di Freeville è la storia di una donna, la storia di una famiglia declinata al femminile, fatta di madri, di figlie, di sorelle, di zie. E’ un libro che parla di donne alle donne. E’ un libro che alla quattordicesima pagina mi ha già fatto versare una lacrima. E’ un libro che – sono certa – mi coinvolgerà emotivamente.

Oggi si parla tanto del video choc del bimbo conteso tra madre e padre e prelevato dalla polizia all’uscita di scuola.

Nel 2000, il caso di un bambino cubano di sei anni di nome Elián González fu al centro di una controversia tra Cuba e gli Stati Uniti, che si concluse con un’irruzione degli agenti federali statunitensi in una casa di Miami, per prendere il bambino e rimpatriarlo a Cuba.

Anche in questo caso le immagini furono scioccanti.

La colpa non sta mai solo dalla parte di un genitore e comunque non è compito di nessun giornale o trasmisisone televisiva dire dove sta, né tantomeno indagare e spiegare i motivi che hanno portato a simili vicende.

Perché lasciarsi è difficile e bisognerebbe fare in modo che – per quanto possibile – non lo sia anche per i bambini che spesso diventano il fulcro del conflitto sterile e stressante fra gli adulti. Ma finché un figlio non ce l’hai, molte cose non le capisci. Molte cose le puoi leggere sui giornali e ne puoi discutere. Non puoi sentirle visceralmente.

Ogni volta che sui giornali leggo una vicenda che vede coinvolto un bimbo non posso fare a meno di pensare a L. e a quanto lui abbia cambiato qualsiasi mia prospettiva di vita, di etica e di morale.

La V. pacifista e figlia dei fiori non conosce più il perdono. Se facessero del male a mio figlio sarei capace di uccidere senza alcuna pietà.

La V. romantica e sognatrice era convinta che solo ed esclusivamente l’amore avrebbe dovuto tenere insieme la sua famiglia. Ora so che i legami di coppia diventano indissolubili con l’arrivo di un figlio, e comprendo quelli che stanno insieme per 50 anni anche se l’amore è svanito un quarto di secolo prima. Dicono che lo fanno per i figli.

Quando saprai metterti nei panni altrui, capirai. Mi dicevano. Ora so che è vero, che è possibile.

Un week end post-divorzio

“Nel 1974, le mie sorelle e io avevamo passato un fine settimana da nostro padre. […] Non vedevo l’ora di tornare a casa. […] La mamma non ci fece domande dirette, ma durante la cene non ne potei più e vuotai il sacco. […] Mia madre sospirò leggermente. Non mi ero resa conto che fosse stata tutto il tempo in apnea. […] Solo allora mi accorsi di quanto doveva essere stata dura per lei. Come molti bambini, avevo dato per scontato il nostro legame. Sapevo di aver bisogno di lei, ma lei aveva bisogno di me? Non ci avevo mai pensato. Più tardi ci confessò di aver temuto che decidessimo di trasferirci da nostro padre, e di perderci per sempre. Ciononostante, non aveva potuto non mandarci da lui. I suoi timori e sentimenti non contavano nulla.”

Amy Dickinson, Le Regine di Freeville. Ed.Corbaccio

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