Quando sorridi tutto il mondo si illumina.

Più cresco, meno certezze ho.

Al liceo ero sicura che sarei diventata attrice, all’università ero sicura che avrei girato il mondo. Ho iniziato a fare entrambe le cose senza portarne a termine nemmeno una. Forse, ho sempre e solo dichiarato di volerlo fare, ma mai avuto effettivamente il coraggio di mettermi in gioco.

Ogni tanto, mi sorprendo a ripensare ai tempi passati e mi ritrovo a chiedermi se in questi anni ho avuto le idee chiare anche solo una volta perché credo che questa inquietudine altalenante sia il filo conduttore della mia esistenza.

Quando c’era la casa arancione: la prima sera ero un po’ spavantata –è vero- ma ho amato profondamente quelle ore di solitudine, quello spazio vuoto che mi faceva sentire la donna più fortunata della terra, perché –prima di tutti i miei coetanei- ero andata a vivere da sola.

Amavo il fatto che miei amici considerassero il mio micro-locale un rifugio dove venire a bere un caffè la sera, dove si potevano organizzare cene estemporanee quando non si aveva voglia di uscire, dove c’era sempre una valigia pronta per me che partivo e tornavo senza nulla da organizzare e senza nessuno da avvisare.

Avrei dovuto godere maggiormente di quella singletudine, invece ho passato anni alla rincorsa -oserei dire ostinata- di una dimensione sentimentale “stabile”, da coppia del Mulino Bianco.

Ora penso che la famiglia del Mulino Bianco esista solo nella pubblicità.

Quando ho conseguito la laurea ritenevo che mi avrebbe dato maggiori garanzie lavorative, perché l’idea di una Valentina Manager non mi dispiaceva affatto. La Valentina Manager avrebbe anche avuto delle possibilità, se avesse probabilmente pazientato, inghiottito un po’ più di bocconi amari e rinunciato ai suoi granitici principi.

Ora penso che sono finiti i tempi dei paladini che gridano in difesa dei diritti e che si sopravvive badando ognuno al proprio piccolo orticello.

Quando aspettavo L. ho deciso che dovevo garantirgli una bella casa di proprietà e che per questo ci voleva un mutuo ed un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Ora penso che L. preferirebbe due genitori felici e soddisfatti, piuttosto che inquadrati e frustrati.

Quando L. è nato ho creduto che la qualità del tempo che gli dedicavo sarebbe stata più importante della quantità. E che se per pagare casa, asilo e baby sitter dovevo trascorrere solo due ore al giorno insieme a lui, entrambi avremmo dovuto farcelo bastare. Ora penso che L. forse si è anche abituato, quella a cui il tempo insieme non basta sono io.

Quando ieri ho litigato per l’ennesima volta con A. ho pensato alternativamente che

Vorrei essere rimasta single (… ma forse non avrei avuto L. e -comunque vada a finire- un grande amore)

Vorrei aver perseverato con le mie ambizioni (… ma forse sarei ancora una precaria)

Vorrei avere un lavoro part-time (… ma forse non mi potrei permettere una casa)

Forse bisognerebbe saltuariamente fare delle incursioni nelle proprie vite precedenti o alternative, per non vivere nella nostalgia e nei rimpianti e non chiedersi come sarebbe andata a finire se…!?!?

Come dicevo, certezze sul mondo che mi ruota attorno attualmente non ne ho, ma questo è il mio pensiero:

Quando L. sorride tutto il mio mondo si illumina, e questo mondo per oggi mi basta.

Per oggi …

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Un pensiero su &Idquo;Quando sorridi tutto il mondo si illumina.

  1. Infatti… per oggi! Ma i bimbi, a volte malgrado la nostra volontà, crescono e acquisiscono sempre maggiore autonomia fino a staccarsi, come hai fatto tu, dalla famiglia. Fino ad andare a lavorare all’estero e crearsi un nido tutto proprio. E tu devi attrezzarti per quel momento, che prima o poi arriverà. Lo devi fare prima di tutto per te stessa, per non ritrovarti all’improvviso senza uno scopo nella vita e senza sapere che fare di tutte le ore “vuote” che non saprai come riempire e lo devi fare anche per tuo figlio, per amarlo fino in fondo e regalargli ANCHE la libertà di lasciarti. Coltiva i tuoi interessi – anche se ondivaghi – amplia il tuo giro di amicizie, mantieni aperta e curiosa la tua mente. Anche di questo tuo figlio ti ringrazierà.

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