Il momento magico

Il momento magico… Breve intervallo di una lunga rincorsa.

 

Corse senza sosta su e giù per la penisola, addestrati a montare scene e luci, a recitare e a smontare nello stesso giorno, i costumi ancora bagnati ficcati nella borsa, le lampade dei riflettori che esplodevano nel furgone subito in movimento a caccia dell’ultima pizzeria aperta, le luci del motore affondate nella notte, il momento magico che li  riassumeva tutti. Dentro l’azione fino al collo (o forse volontariamente fuori). Mi sentivo inafferrabile, camaleontica, invincibile, immortale. Francamente questo aspetto del nomadismo mi eccitava moltissimo. A vent’anni non si ha il tempo di lasciar depositare la polvere. Svanisce presto anche il ricordo delle sale, dei teatri visitati, delle città e dei volti incontrati. Ogni tappa un vestito appena provato e subito smesso, senza impregnarlo del tuo odore. In queste condizioni anche lo spettacolo può assomigliare ad un esercizio ginnico, ad una prova di valore, che non è poco, o al breve intervallo di una lunga rincorsa. Tra vent’anni forse ci scopriremo a puntare i piedi per avere un po’ di lentezza.

V.

 
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